Archivi del mese: marzo 2011

At the Blue Note

“Guardare le stelle mi fa sempre sognare, così come lo fanno i puntini neri che rappresentano le città e villaggi su una cartina. Perché, mi chiedo, i puntini luminosi del cielo non possono essere accessibili come quelli sulla cartina della Francia? Come prendiamo il treno per andare a Tarascona o a Rouen, così prendiamo la morte per raggiungere le stelle.”

( da V. Van Gogh, Lettere a Theo )

 

da Youtube : Dave Brubeck Take five in 1961

Ricordo che si entrava in uno di quei  locali con all’esterno una locandina con su disegnata a tratti rapidi e veloci di pennarello  un suonatore di sax che passeggiava su una tastiera  in una improbabile prospettiva che fugava verso una sagoma appena accennata di un contabbasso.
Era una locandina in bianco in nero, stropicciata, usata, vissuta, frettolosamente adagiata all’interno di una bacheca  dai vetri sbiaditi  illuminata da un neon  azzurrognolo dalla luce intermittente.
Si entrava attraverso uno stretto portoncino, si scendevano ripide scale con gradini posti a casaccio .
Ci si ritrovava, infine, in uno di quegli immensi locali  dai muri spessi in pietra viva  e mattoncini in opus reticolatum ,che mai avevavo visto la luce del giorno, dall’inconfondibile odore di muffa e cultura tipica dei locali  d’essay.
Ci si accomodava presso un piccolo tavolo rotondo in equilibrio precario , ricoperto da una tovaglia bianca ,merlettata ai bordi , alla quale non le erano state risparmiate i supplizi delle sigarette.
Si cominciava a prendere confidenza con l’ambiente circostante.
Luci sbiadite e fumo sempre vivo rendevano  il clima surreale ma intimo.
In lontananza si intravedeva, tra i fiumi delle sigarette adagiate sui posaceneri, il piccolo ma colorato gruppo dei musicisti..
Una tastiera, un basso  un sax ed una scintillante batteria rosso platino.
Buona musica.
Sì!
Un jazz puro , intervallatato dai fischi e dai fruscii di un impianto di amplificazione alla portata delle nostre tasche e del cachet riservato  ai musicisti…
Ma era buona musica.
Era buon jazz!
Quella buona musica e quel buon jazz che si poteva ascoltare solo qui.
Veri suonatori sconosciuti di vero jazz.
Quel vero jazz che sin dalle  sue origini è stato sempre intervallato dai fruscii di un impianto di amplificazione, compresi nel prezzo della consumazione, che ricordano i vecchi dischi in vinilico e che restituiscono a quella musica tutta la sua sacralità.
Si ordinava una birra.
Ci si osservava distrattamente intorno.
Si sorseggiava lentamente , aspettando lo scorrere del tempo ritmato dalla musica, girandosi  intorno con gli occhi.
Occhi che giravano distrattamente tra gli altri tavoli.
Occhi che si soffermavano sugli  spessi muri e che scrutavano incuriositi il disegno del ritmo casuale dei rossi mattoncini.
Occhi che seguivano il ritmo del jazz.
E,chissà se altri occhi giravano intono al nostro tavolo.
Poco probabile!
Occhi che, infine, si soffermavano, calamitati , sempre sugli stessi occhi.
Quegli occhi caldi
Quegli occhi teneri
Gli occhi  di quella ragazza….
Quegli occhi vispi .
Quegli occhi cupi come la notte.
Quegli occhi esageratamente grandi e belli.
Quegli occhi sempre sognati.
Quegli occhi che una seconda ed una terza  birra,
quegli occhi che una sigaretta ed un’alra sigaretta, 
quegli occhi che quella buona musica e quel jazz puro……
Sì quegli occhi sempre sognati,
che ci avrebbero fatto sognare per tante, tante notti  ancora.
E poi,
sì….e poi
una corsa in auto verso il mare.
Di notte.
Sotto le stelle.
A sdraiarci sulla spiaggia ,
a guardar le stelle,
a parlar con le stelle
di quegli occhi cupi color notte,
di quegli occhi sempre sognati,
di quegli occhi da sognare ancora.

                                                                A.C. sottolestelledeljazz

9 commenti

Archiviato in poesie, revival, Senza categoria

Ladri di stelle e di jazz

Certi capivano il jazz
l’argenteria spariva…
ladri di stelle e di jazz
così eravamo noi,
così eravamo noi

Sotto le stelle del jazz
un uomo-scimmia cammina,
o forse balla, chissà
du-dad-du-dad

 

 

da Youtube – Sotto le stelle del Jazz – Paolo Conte
 

……Quante cose accadono
quando ci accoccoliamo negli angoli bui della notte
illuminati dalla luce delle stelle……

11 commenti

Archiviato in poesie, Senza categoria